Bed and Breakfast Ciao Bologna | Quartiere Savena

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Il Bed & Breakfast è una forma di ospitalità familiare nata nel Regno Unito ed Irlanda e poi diffusasi anche nel resto d’Europa e del mondo. In Italia si affaccia negli anni 90 ma è solo nel 1997, in occasione del Giubileo, che si registra l’apertura di numerose strutture in quanto si era manifestata una necessità ricettiva che le strutture tradizionali non riuscivano a soddisfare. Risale a questo periodo, infatti, l’elaborazione della prima regolamentazione normativa del B&B da parte della Regione Lazio, seguita poi anche dal resto d’Italia.

L’ “Esercizio saltuario di alloggio e prima colazione” è senza dubbio una fonte di integrazione del reddito familiare ma è anche un’opportunità di socializzazione in quanto consente di incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo, che portano a casa nostra un bagaglio di tradizioni, culture, abitudini e curiosità.

Per il turista, il B&B è senza dubbio un’occasione di soggiorno a prezzi molto più contenuti rispetto agli alberghi senza rinunciara al calore di una vera abitazione ed a tutti i confort che questa può offrire.

Cosa troverai in questa pagina

L’attenzione sarà concentrata sulla normativa del Bed & Breakfast in Emilia Romagna ed in particolare a Bologna e saranno riportate le seguenti informazioni:

  1. Aprire un Bed and Breakfast
  2. Requisiti del Bed and Breakfast a Bologna
  3. Gli adempimenti burocratici
  4. Periodo di disponibilità all’accoglienza
  5. Durata del soggiorno
  6. Caratteristiche e conformità dei locali
  7.  Obblighi del gestore
  8. Cosa garantire agli ospiti
  9. Controlli e sanzioni
  10. I profili fiscali del Bed & Breakfast
  11. Le schedine alloggiati

1. Aprire un Bed and Breakfast

Molte persone hanno la fortuna di disporre di una o più camere aggiuntive nella propria abitazione e, benchè avrebbero necessità di maggiori entrate per sopperire alle spese quotidiane, non desiderano condividere l’intero appartamento con studenti o coinquilni di altro genere. Ebbene, scegliendo di avviare un B&B, queste limitazioni della nostra privacy sono molto più contenute perchè avremo estranei per casa solo per qualche giorno al mese o in alcuni periodi dell’anno.

2. Requisiti del Bed and Breakfast a Bologna

L’attività di Bed and Breakfast, quando svolta in maniera occasionale e senza organizzazione in forma di impresa, non richiede l’apertura di una Partita Iva nè l’iscrizione alla Camera di Commercio e si intraprende semplicemente avvalendosi del proprio codice fiscale.

In Emilia Romagna, la Legge Regionale n. 16 del 28 luglio 2004 (Disciplina delle strutture ricettive dirette all’ospitalità) , modificata dalla L.R. 4/2010, disciplina l’apertura, la classificazione e gli adempimenti necessari per la gestione delle strutture ricettive all’interno della regione. Il testo della legge è integrato da quattro specifiche direttive emanate dalla Giunta Regionale, ai sensi dell’art. 3, comma 2, per definire le caratteristiche e i requisiti minimi di ciascuna tipologia di struttura. In questa sede ci occuperemo esclusivamente del Bed and Breakfast per il quale vale la delibera di Giunta regionale n. 2149/2004 (pubblicata sul BUR n.168 del 14/12/2004).

L’art. 16 della citata L.R. 16/2004 prevede che l’ospitalità e la somministrazione della prima colazione (Bed and Breakfast) devono svolgersi all’interno dell’abitazione di residenza o abituale dimora. Quindi l’attività non può essere esercitata in un’unità immobiliare catastale diversa da quella in cui chi la esercita ha la residenza anagrafica, neppure se immediatamente attigua . Non è obbligatorio avere la proprietà dell’abitazione ma sono sufficienti un diritto d’uso, l’usufrutto, un contratto di comodato o locazione.

L’attività di B & B e non necessita di approvazione condominiale (nuovo art 19 della L. 241/90, la cui disciplina sostituisce direttamente quella della DIA dal 31/07/2010, come da entrata in vigore della L. 122/2010 recante conversione con modificazioni del Decreto Legge 78/2010).

Il soggiorno e la prima colazione devono essere somministrati dal padrone di casa avvalendosi della propria normale conduzione familiare, senza la fornitura di servizi aggiuntivi e in ogni caso senza organizzazione in forma d’impresa. A tal proposito è vietato assumere dipendenti, fatta eccezione di eventuali collaboratori familiari che già lavorano per la famiglia.

Altro requisito è quello secondo il quale, il titolare deve essere in possesso dei requisiti morali da autocertificare al momento della presentazione della domanda, e in particolare non sussistenza di cause ostative ai sensi dell’art. 10 della L. 575/65, artt. 11, 12, 92 del T.U.L.P.S..

3. Gli adempimenti burocratici

Il profilo burocratico per avviare un B&B è relativamente semplice. Si inizia presentando al Comune una Dichiarazione di inizio attività, contenente le generalità complete del titolare (dati anagrafici e codice fiscale), ubicazione dell’immobile, titolo di disponibilità e indicazione dell’unità immobiliare catastale in cui si esercita il B&B. A tale dichiarazione vanno allegati:

  • planimetria dell’immobile con l’indicazione delle camere e dei bagni riservati agli ospiti;
  • certificato di abitabilità o dichiarazione sostitutiva di certificazione;
  • dichiarazione di adeguamento alle vigenti normative di idoneità degli impianti;
  • data di inizio dell’attività e periodo di disponibilità all’accoglienza (120 giorni oppure 500 pernottamenti);
  • eventuali collaboratori familiari al servizio della famiglia.

La nuova formulazione dell’art. 19 della L.241/90, così come modificato dalla L. 30 luglio 2010, n. 122 di conversione con modifiche del D.L. 78/2010, ha sostituito la Dichiarazione di inizio attività (D.I.A.) con la Segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) ad effetti immediati.

4. Periodo di disponibilità all’accoglienza

Il gestore del B&B, all’atto della presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (e anche quando annualmente comunica i prezzi alla Provincia) deve dichiarare se sceglie l’apertura di 120 giorni anche non continuativi oppure il tetto dei 500 pernottamenti all’anno.

5. Durata del soggiorno

La permanenza di un ospite non si può protrarre oltre i 60 giorni consecutivi e affinchè lo stesso possa usufruire di un nuovo soggiorno, deve trascorrere un periodo di almeno 5 giorni.

6. Caratteristiche e conformità dei locali

L’abitazione deve essere classificata come “residenziale”, sia essa in centri urbani che in aree rurali, e deve essere in regola con tutte le leggi e i regolamenti per quanto riguarda la salute e la sicurezza previste per le civili abitazioni. Le caratteristiche strutturali ed igienico-edilizie dei locali adibiti all’ospitalità di cui al comma 1 sono quelle previste per i locali di civile abitazione dai regolamenti comunali edilizi e di igiene.

Agli ospiti devono essere destinate  non più di 3 camere e un massimo di 6 posti letto, più un eventuale letto aggiunto per stanza in caso di minori di 12 anni.

Se l’attività si svolge in più di una stanza è obbligatorio un bagno ad uso esclusivo degli ospiti (Es. se abbiamo 3 camere e una è occupata dal padrone di casa, devono essere presenti almeno 2 bagni di cui uno riservato agli ospiti).

Il titolare del B&B ha l’obbligo di residenza anagrafica nell’abitazione, come stabilito dalla normativa vigente in materia di anagrafe (luogo in cui la persona vive in modo stabile).

La “saltuarietà” prevede anche che il B&B si possa esercitare per un massimo di 120 giorni nell’arco del periodo di disponibilità all’accoglienza o, in alternativa, per un massimo di 500 pernottamenti nell’arco dell’anno solare (sarà il titolare che sceglierà tra le due opzioni). Oltre questa durata sarà necessario aprire una partita Iva. L’Ospite non più soggiornare per più di 60 giorni consecutivi.

7. Obblighi del gestore

  • Comunicare al Comune e alla Provincia, entro la data d’inizio dell’attività e, comunque, entro l’1 ottobre di ogni anno, i periodi di disponibilità all’accoglienza nell’arco dell’anno e i prezzi massimi applicati con validità dal 1° gennaio dell’anno successivo;
  • esporre nella stanza ove si effettua l’ospitalità il cartellino prezzi;
  • comunicare mensilmente alla Provincia i dati sul movimento degli ospiti, secondo le modalità indicate dall’ISTAT;
  • effettuare la registrazione degli ospiti e la successiva comunicazione, entro 24 ore, agli organi di P.S.(*);
  • emettere la ricevuta fiscale al momento dell’incasso del corrispettivo. 

In merito alle comunicazioni di Pubblica sicurezza, a partire dal 30 ottobre 2012 in attuazione del decreto semplificazione, non si devono più compilare manualmente le schede di alloggio e gli invii si effettueranno solo ed esclusivamente in via telemativa con il sistema “Alloggiati web”. Qualora lo stesso non funzionasse temporaneamente si potrà effettuare la comunicazione via fax o email alla Questura di Bologna – U.P.G.S.P. – Ufficio Informatico – Sezione Alloggiati (Tel. 051.6401662 – Fax 0516401660 – E-mail: upgsp.bo@poliziadistato.it).   

8. Cosa garantire agli ospiti

  1. Somministrazione della prima colazione, in orario stabilito con la famiglia. Mentre in alcune regioni si stabilisce l’obbligo di offrire solo alimenti preconfezionati e/o in prevalenza prodotti tipici della regione, la normativa dell’Emilia Romagna non fornisce indicazioni in proposito;
  2. riordino e pulizia quotidiana dei locali;
  3. cambio delle lenzuola almeno due volte alla settimana e comunque ad ogni cambio degli ospiti;
  4. cambio della biancheria da bagno (asciugamani viso, bidet e telo bagno) due volte la settimana e ad ogni cambio dell’ospite.

9. Controlli e sanzioni

Il Comune di Bologna può effettuare i controlli durante il periodo di disponibilità dell’accoglienza al fine di verificare le dichiarazioni, le certificazioni e i documenti presentati, nonché le condizioni di esercizio delle strutture. In caso di violazioni riscontrate sui requisiti dichiarati o sugli altri aspetti dell’attività (soprattutto relativi alle norme igieniche) il Comune stesso potrà applicare sanzioni pecuniarie oppure sospendere l’attività da 5 a 30 giorni. Nel caso di recidiva potrà vietare il proseguimento dell’esercizio dell’attività.

10. I profili fiscali del Bed & Breakfast

Occorre effettuare una distinzione tra l’attività svolta in forma occasionale e quella in forma imprenditoriale in quanto ciò produce differenze dal punto di vista fiscale, contabile e previdenziale.

L’art. 4 del D.P.R. 633/1972 stabilisce che il presupposto dell’applicazione dell’Iva è l’esercizio abituale di un’attività o di una professione e, pertanto, sono escluse dalla sfera impositiva tutte quelle prestazioni effettuate con carattere soltanto occasionale.

Con la Risoluzione n. 180 del 14.12.1998 e la Risoluzione n. 155/E del 13.10.200, l’Amministrazione Finanziaria, con riferimento al Bed and Breakfast, ha chiarito che la rilevanza ai fini Iva di dette prestazioni dipende dal carattere abituale o meno dell’attività stessa precisando che” l’esclusione dal campo di applicazione dell’Iva può affermarsi solo se l’attività viene esercitata non in modo sistematico o con carattere di stabilità e senza quella organizzazione di mezzi che è indice di professionalità dell’esercizio dell’attività esercitata”.

Un elemento utile per stabilire se l’attività di B&B ha carattere di abitualità o di occasionalità ci viene anche fornito dalla normativa emessa da ciascuna regione. Ad esempio, quella dell’Emilia Romagna, in proposito, ha precisato che “L’esercizio di detta attività non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile e comporta, per i proprietari dell’abitazione, l’obbligo di residenza delle stesse“. 

L’ Amministrazione Finanziaria ha ritenuto che questo “obbligo di residenza“, che impone la compresenza con gli ospiti, fa presumere che l’immobile non venga utilizzato a fini commerciali ma per quelli che caratterizzano più tipicamente una normale conduzione familiare. Aggiungiamo che ciò vale fino a quando l’attività non assuma i caratteri della sistematicità e della stabilità, evidenziando una certa organizzazione di mezzi. In quest’ultimo caso, infatti assumerebbe le caratteristiche di un’impresa.       

Per quanto detto finora, si ritiene che il gestore del Bed & Breakfast (senza partita Iva), sia esonerato da qualsiasi adempimento di carattere formale e dall’obbligo di rilasciare documenti previsti dalla normativa Iva (fatture, ricevute fiscali, scontrini fiscali) ma, quando incasserà il corrispettivo, si limiterà ad emettere al cliente una ricevuta semplice non fiscale, riportante il timbro del B&B con cognome, nome, via, città, cap e codice fiscale del titolare. Sulla ricevuta andranno indicati: nome e cognome dell’ospite, data di emissione, numero di giorni di permanenza e corrispettivo incassato. L’originale della ricevuta va consegnato al cliente e la copia rimarrà al gestore.   

Se il cliente dovrà scaricare il costo del soggiorno (perchè ad es. ha una ditta o una società), allora sulla ricevuta andranno indicate la sua ragione sociale la Partita Iva e va apposta una marca da bollo di € 1,81. Una marca dello stesso importo va applicata anche in tutti gli altri casi (cioè anche quando il cliente non deve scaricare il costo) se l’ammontare del corrispettivo è superiore ad € 77,47.

I corrispettivi derivanti dallo svolgimento saltuario dell’attività di Bed & Breakfast rientrano nella categoria dei redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. i) del D.P.R. n. 917/1986, trattandosi di proventi derivanti dall’esercizio di attività commerciali non esercitate abitualmente (Si veda la Risoluzione Ministeriale n. 155/E del 13.10.2000).   

Tali redditi diversi, sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare incassato e le spese specificamente inerenti alla loro produzione. Pertanto, non sono deducibili le spese condominiali, quelle relative alla pulizia degli ambienti, le spese di manutenzione e tutte quelle per le quali non si ravvisi uno stretto collegamento con l’attività svolta. Inoltre, di tali spese deducibili si dovrà documentare la specifica riferibilità al reddito prodotto.

Facendo riferimento al Modello UNICO 2011, la somma delle ricevute fiscali rilasciate dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno, al netto del bollo, va denunciata nel Quadro RL – Redditi diversi, nel rigo RL14, colonna 1 (corrispettivi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente). Le spese sostenute per la conduzione del B&B possono essere dedotte dai ricavi nella colonna  2 del rigo RL14 ma l’ammontare di dette spese non può essere superiore a quello dei proventi percepiti.

11. Le schedine alloggiati

Il titolare del Bed & Breakfast ha l’obbligo di comunicare, entro 24 ore, l’arrivo dell’ospite agli Organi di Pubblica Sicurezza (Polizia, Carabinieri o Questura), compilando delle schede che si possono acquistare anche in cartoleria (o alla Buffetti) (art. 109 R.D, 773/1931, così come modificato dall’art. 8 della Legge n. 135 del 29 marzo 2001). Attualmente è possibile effettuare l’invio telematico delle schedine (entro 24 ore), depositando mensilmente quelle compilate manualmente. L’abilitazione telematica va richiesta alla Questura di competenza.   

Le cosiddette “Schedine” vanno compilate con i dati anagrafici di tutti gli ospiti arrivati nel B&B. Nel caso di una famiglia, verrà redatta una sola schedina, contenente i dati anagrafici di ciascun componente e il tipo ed il numero del documento di riconoscimento del capofamiglia che dovrà apporre la propria firma. Se in una stanza dormono persone non consanguinee oppure non sposate bisognerà compilare una schedina per ogni persona di cui si riporteranno dati anagrafici, documento e firma.

NOVITA’

A partire dal 30 ottobre 2012 in attuazione del decreto semplificazione, non si devono più compilare manualmente le schede di alloggio e gli invii si effettueranno solo ed esclusivamente in via telemativa con il sistema “Alloggiati web”. Qualora lo stesso non funzionasse temporaneamente si potrà effettuare la comunicazione via fax o email alla Questura di Bologna – U.P.G.S.P. – Ufficio Informatico – Sezione Alloggiati (Tel. 051.6401662 – Fax 0516401660 – E-mail: upgsp.bo@poliziadistato.it).

Normativa di riferimento

– Delibera della Giunta regionale del 17/12/2001 n. 2871
– Legge Regionale n. 16 del 28 luglio 2004
– Delibera della Giunta regionale del 02/11/2004 n. 2149